Diario di Bordo

MEDU - Diario di bordo


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Il progetto Un camper peri diritti nasce dalla constatazione di un’urgenza.
Sia dal punto di vista sanitario che dal punto di vista sociale, le persone che vivono per strada, che si trovano spesso in situazioni di estrema vulnerabilità spesso privi di sostegno e nell’incapacità/impossibilità di far sentire i propri bisogni.

Dal 2004 MEDU è presente sulle strade di Roma e Firenze con l’obiettivo di migliorare le condizioni di salute psicofisica della popolazione senza fissa dimora (SFD) favorendo l’accesso alla prevenzione e alla cura incrementando la fruizione dei servizi sanitari pubblici da parte della popolazione dei senza fissa dimora.

Da aprile 2011 oltre alla prosecuzione del monitoraggio e delle attività sanitarie e di orientamento/accompagnamento rivolte alla popolazione senza fissa dimora, MEDU ha avviato un nuovo progetto che riguarda nello specifico la popolazione dei migranti forzati che vivono in condizioni di estrema precarietà.
Nei primi sei mesi del progetto, l’equipe multidisciplinare ha prestato prima assistenza sanitaria; effettuato una mappatura dei servizi socio-sanitari e legali territoriali, individuando al loro interno dei referenti privilegiati; attivato un programma di screening per la promozione precoce dell’accesso alla diagnosi ed alle cure per la tubercolosi; avviato un percorso di formazione rivolto ad operatori e volontari sul tema della salute psicosociale; stabilito delle modalità di invio presso altre associazioni, servizi, sportelli, enti di tutela ed organizzazioni al fine di garantire dei percorsi di cura integrale e di tutela socio-legale; individuato le carenze del sistema di accoglienza; reso possibile l’inserimento dei RARU nel circuito d’accoglienza dello Sprar; attivato un intervento psicosociale rivolto alle persone vittime di tortura e ai RARU in generale; svolto numerosi colloqui finalizzati alla produzione dei certificati medici da presentare in sede di Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale; favorito momenti di coordinamento e di formazione tra associazioni e servizi; elaborato materiali informativi in più lingue; lavorato alla stesura di un vademecum pratico rivolto ai richiedenti asilo; individuato nuove aree di intervento; accompagnato i migranti nell’iter della richiesta d’asilo; partecipato a tavoli di confronto su tematiche specifiche ed in particolar modo sulla situazione dei minori non accompagnati “in transito”.