Medici per i Diritti Umani avvia un presidio sanitario in sostegno dei rifugiati afgani minacciati di sgombero presso la stazione Ostiense.

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Facendo seguito alla lettera aperta al Sindaco Alemanno e all’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma inviata in data 23 ottobre in occasione della minaccia di sgombero presso l’insediamento di rifugiati afgani alla stazione Ostiense, Medici per i Diritti Umani (MEDU) rende noto che a partire da martedì 27 ottobre ha attivato nella medesima area un presidio sanitario dotato di un’unità mobile (camper-ambulatorio). In seguito all’intervento di MEDU e dopo una lunga contrattazione la proprietà e le forze di pubblica sicurezza avevano accettato di procrastinare lo sgombero di 10 giorni. MEDU interpella il Comune e le altre autorità competenti affinché in questi giorni si possano individuare soluzioni di accoglienza dignitose per i rifugiati.
Le drammatiche condizioni alloggiative ed igienico-sanitarie sono ben note da tempo alle autorità e si sono protratte per anni senza che siano state individuate soluzioni di accoglienza dignitose e sostenibili. Si tratta per lo più di giovani e adolescenti che fuggono da situazioni di violenza e di guerra ed hanno affrontato un viaggio lungo, difficile ed in alcuni tratti estremamente pericoloso per raggiungere il nostro Paese. Molti di loro sono richiedenti asilo o titolari di permessi di soggiorno per protezione internazionale. Il presidio sanitario di MEDU ha l’obbiettivo di fornire orientamento e prima assistenza sanitaria a persone vulnerabili costrette a vivere in condizioni igienico-sanitarie molto critiche, a cui si aggiungono i disagi e i rischi per la salute causati dall’arrivo della stagione fredda. Il presidio ha inoltre l’obbiettivo di manifestare solidarietà concreta ai rifugiati in attesa che le istituzioni competenti possano adottare i provvedimenti opportuni. L’esperienza di questi anni ci insegna che eseguire uno sgombero senza aver individuato soluzioni di accoglienza sostenibili sia un atto inefficace oltre che irrispettoso dei diritti fondamentali della persona, il cui unico effetto è quello di spingere in situazioni sempre più degradanti persone la cui unica colpa è quella di essere state vittime della guerra e di violazioni dei diritti umani.

Si allega al comunicato stampa il video con la cronaca dell’operazione di sgombero del 23 ottobre e la lettera aperta inviata nella stessa data.