Avendo come obiettivo la tutela della salute delle categorie più vulnerabili della popolazione, l’attività di MEDU ha sempre dato grande importanza alla condizione degli stranieri presenti sul nostro territorio, ed in particolare di quelli irregolarmente soggiornanti dal punto di vista amministrativo.
Oltre all’
azione di assistenza, informazione, orientamento ed accompagnamento ai servizi pubblici svolto dalle nostre unità di strada ed all’azione di lobbyng che cerchiamo di svolgere
a livello politico per la promulgazione di normative a livello locale, regionale, nazionale e comunitario che garantiscano l’accesso alla salute e la tutela dei diritti umani alla generalità della popolazione, dall’anno 2003 prestiamo attenzione alla situazione dei
Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE - ex Centri di Permanenza Temporanea e Assistenza - Testo Unico sull’Immigrazione 286/98, L.189/2002, d.l. 92/2008), dei
Centri di Accoglienza Richiedenti Asilo (CARA – D.P.R. 203/2004, D.lgs. 25/2008) e dei
Centri Di Accoglienza (L.563/2005).
Il nostro programma si pone l’obbiettivo di monitorare la normativa in essere relativamente al funzionamento ed alla gestione di tali Centri nonché di verificare la situazione socio-sanitaria presente in tali strutture. Riteniamo infatti che la salute psicofisica della persona rappresenti il nucleo minimo, indispensabile, che deve essere garantito allo straniero trattenuto. Non è infatti ammissibile che l'esigenza di controllo dei flussi di stranieri transitanti sul nostro territorio vada a scapito dell'integrità del diritto alla salute della persona.
Le caratteristiche dei Centri – tra cui quella di essere sempre più difficilmente accessibili ad organi di tutela indipendenti - sono tali da giustificare preoccupazione circa il rispetto dei diritti fondamentali (tra cui quello alla salute) della popolazione migrante ivi trattenuta. La restrizione dell’accesso ostacola la possibilità di verificare l’effettiva veridicità delle numerose denuncie di violazioni dei diritti umani e della dignità della persona di cui i Centri sono stati oggetto fin dalla loro istituzione.
In questi anni abbiamo:
– partecipato al Gruppo di Lavoro sui CPTA (tavolo tra parlamentari ed associazioni promosso dalla Commissione per i Diritti Umani del Senato) che ha portato alla stesura del Libro Bianco
(http://www.comitatodirittiumani.org/LB.htm)
– fatto richiesta per l’accesso a diverse strutture, essendo stati autorizzati ad entrare solamente nei Centri di Mantova, Foggia, Lecce, Roma e Torino. Per ogni visita è stato redatto un rapporto.
La realtà dei fatti mette purtroppo in evidenza la distanza che può esistere tra il diritto enunciato in linea di principio ed il trattamento effettivamente riservato agli stranieri trattenuti.