NON TUTELATA LA SALUTE DEI MIGRANTI A BORDO DELLA DICIOTTI

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Medici per i Diritti Umani, già da due giorni ha fatto richiesta di salire a bordo della nave Diciotti per fornire assistenza medico-psicologica con il proprio team sanitario (un medico-psichiatra e una psicologa entrambi psicoterapeuti, due mediatori culturali) specializzato nell’assistenza alle vittime di tortura e di violenza intenzionale.

 La Capitaneria di Porto di Catania, autorità competente a concedere l’autorizzazione, ha prontamente risposto, ringraziandoci e assicurando che tutte le necessità sanitarie dei migranti a bordo erano soddisfatte da personale medico anche specialistico. Purtroppo però non risulta che a bordo della Diciotti siano presenti psicologi né tantomeno medici specializzati nell’assistenza di persone che hanno subito molteplici e gravi traumi psicologici. Come anche i non specialisti sanno, nel caso di gravi eventi traumatici (ad esempio terremoti e gravi incidenti stradali), la pronta assistenza psicologica alle persone colpite è una dei primissimi interventi che viene assicurato per prevenire e trattare gravi forme di stress traumatico. Risulta perciò incomprensibile che venga negato questo tipo di assistenza specialistica ai migranti a bordo della Diciotti, molti dei quali sopravvissuti a gravissimi abusi nel loro paese, lungo la rotta migratoria ed in particolare nei centri di detenzione libici. La ricerca scientifica ha dimostrato che la detenzione per mesi in condizioni disumane e degradanti , la tortura, gli stupri e gli abusi di ogni tipo sono traumi assai più gravi e devastanti di un terremoto o di un incidente stradale. Inoltre è ampiamente dimostrato che la cosiddetta ri-traumatizzazione secondaria (eventi traumatici anche lievi successivi al trauma maggiore) può contribuire ad un importante aggravamento della sofferenza psico-fisica di una persona sopravvissuta ad un trauma estremo. Il prolungato trattenimento a bordo della Diciotti (di fatto una vera e propria detenzione) in condizioni alloggiative ed igienico-sanitarie inadeguate, in una situazione di grave incertezza circa il proprio destino e senza alcuna assistenza specialistica, ha tutte le caratteristiche di una ri-traumatizzazione secondaria. A conferma di ciò nella giornata di ieri i migranti a bordo hanno richiesto esplicitamente un qualche tipo di supporto psicologico.

Fermo restando che l’unica soluzione compatibile con il diritto, la dignità umana ed il semplice buon senso resta lo sbarco immediato di tutti i migranti, MEDU torna a chiedere alle autorità competenti di poter aver accesso alla nave Diciotti per poter fornire il necessario supporto medico-psicologico ai migranti trattenuti