Notizie solidali


NEWSLETTER N°12 – 1 Marzo 2011

IN PRIMO PIANO

Una storia sbagliataCIE: una storia per troppi aspetti inumana, ingiusta ed inutile
Oggi, primo marzo, tanti cittadini stranieri e italiani parteciperanno insieme, per il secondo anno consecutivo, alle numerose iniziative e manifestazioni dello Sciopero degli “stranieri” – Una giornata senza di noi, una mobilitazione importante per la difesa e la promozione dei diritti dei migranti – e non solo – in Italia.
In occasione di questa giornata MEDU presenta “UNA STORIA SBAGLIATA”, racconto per immagini sulla recente visita effettuata al Centro di Identificazione ed Espulsione (CIE) di Ponte Galeria a Roma.
Dopo aver da poco pubblicato il terzo rapporto sullo stesso centro, MEDU, ritenendo necessario e urgente il superamento dei CIE e dell’istituto della detenzione amministrativa, torna a chiedere l’adozione di strategie di gestione dell’immigrazione irregolare che rispettino realmente la dignità e i diritti fondamentali della persona.

vedi “UNA STORIA SBAGLIATA” racconto per immagini
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IN ITALIA

Pochi giorni prima dell’uscita di questo articolo, in cui sono riportate condizioni di vita e testimonianze di rifugiati somali che vivevano presso all’ex ambasciata somala, i media si sono interessati a tale edificio e a chi vi abitava, purtroppo per un triste fatto di cronaca. Medici per i Diritti Umani (MEDU) manifesta vicinanza e solidarietà alla ragazza vittima del grave atto di violenza sessuale occorso presso l’ex ambasciata somala di Via dei Villini e auspica che i responsabili vengano individuati al più presto. Allo stesso tempo, MEDU esprime viva preoccupazione per la situazione che è seguita, come espresso nel comunicato stampa del 27 febbraio.
Nell’immediato MEDU chiede che siano assicurate minime condizioni di accoglienza per i rifugiati sgomberati dall’ex-ambasciata somala e che ai titolari di protezione internazionale somali venga assicurata una reale opportunità di integrazione.

Io sono Dublino. Storie da una ex-ambasciata
“Stanno meglio di me, perché loro muoiono una sola volta, se li uccide un ladro o un sicario, hanno paura della morte una volta sola. Io invece sono sempre morto, anzi ora non sono né morto né vivo, sono a metà”. Sono le parole di I…

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La comunicazione può salvare la vita

Non ce l’ha fatta. E’ morto in ospedale il 31 gennaio 2011. Aveva 52 anni, disturbi cardiaci cronici gravi, complicati da una broncopolmonite. Era un cittadino rumeno, rom, e viveva nell’insediamento spontaneo di Quaracchi (Sesto Fiorentino – Fi), insieme con alcuni familiari. A metà gennaio era stato ricoverato per una settimana e poi dimesso con una complicata terapia composta da numerosi farmaci da prendere in orari ben precisi. Ma le istruzioni fornitegli erano solo in italiano, e aveva potuto acquistare solo le medicine più economiche, perché non aveva ancora la tessera STP (che dà diritto all’assistenza gratuita per gli indigenti). Quando è stato visitato dagli operatori di Medici per i diritti umani (MEDU), è stata rispiegata la terapia e sono state avviate le pratiche per accedere alle cure gratuite, ma il paziente è morto quattro giorni dopo. Ancora una volta MEDU sottolinea le difficoltà nel trattamento di pazienti con malattie croniche, così come di malati terminali e con malattie infettive, quando si tratta di persone che vivono ai margini della società: manca una rete territoriale efficiente, un collegamento tra ospedale e territorio con una presa in carico di pazienti con difficoltà linguistiche, economiche, gestionali di fronte a terapie talora complesse.

NEL MONDO

La salute della donna in Palestina

Il desiderio di un controllo medico, una vista ginecologica, una rassicurazione sull’andamento della gravidanza. Non è scontato, e nemmeno facile, per le donne in Palestina, ottenere queste risposte e queste visite.Medici per i diritti umani (MEDU), insieme con una Organizzazione non governativa (ONG) istraeliana, Physicians for Human Rights Israele (PHR Israele) e una ONG palestinese, Palestinian Medical Relief Society (PMRS) sta portando avanti un progetto per promuovere e tutelare il diritto alla salute delle donne palestinesi che risiedono nei Territori occupati, e nello stesso tempo favorire un processo di collaborazione e dialogo fra operatori sanitari israeliani e palestinesi.

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Video Fatenah


EVENTI

THE BEATEN TRACK
La salute negata nella Striscia di Gaza

Mostra itinerante di Medici per i Diritti Umani e Physicians for Human Rights Israele Illustrazioni di Moran Barack
The Beaten Track, allestita a Tel Aviv in maggio e a Roma in novembre 2010, a Firenze in marzo e prevista a Trento in aprile 2011, è la storia di persone il cui diritto alla salute è minacciato dal conflitto e dalla burocrazia del blocco della Striscia di Gaza.

Firenze, 2 marzo – 14 marzo 2011 presso il Consiglio della Regione Toscana, sala Affreschi, Palazzo Panciatichi, via Cavour 4.La mostra sarà aperta al pubblico dal 2 marzo al 14 marzo 2011, nell’orario di apertura del Consiglio regionale. Ingresso gratuito.

Trento, 25 marzo – 16 aprile 2011 presso CFSI Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale, vicolo San Marco 1. La mostra sarà aperta al pubblico dal 25 marzo al 16 aprile 2011, nell’orario di apertura del CFSI. Ingresso gratuito.