Terragiusta

CAMPAGNA CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI MIGRANTI IN AGRICOLTURA

Terragiusta - MEDUFOTO: l’unità mobile di MEDU nella Piana di Gioia Tauro (Calabria), Progetto Terra giusta, Febbraio 2014

Il Contesto

Il settore agricolo italiano dipende fortemente dalla presenza di lavoratori migranti, impiegati spesso in nero e in modo stagionale nei lavori meno qualificati e in particolare nella raccolta che richiede numerosa manodopera per periodi limitati di tempo. Secondo i dati Istat, il lavoro sommerso riguarda il 43% dei dipendenti del settore agricolo, pari a circa 400.000 persone in tutta Italia, di cui circa 100.000, per lo più stranieri, sono sottoposti a forme di sfruttamento e costretti a vivere in insediamenti malsani e fatiscenti. Si stima che il salario di un lavoratore agricolo in condizione di irregolarità contrattuale e sottoposto ad un caporale, sia di 25-30 euro al giorno, sia nel caso di pagamento a giornata che a cottimo (il 40% in meno di un lavoratore italiano) per una media di 10-12 ore di lavoro giornaliere nella totale illegalità o nel sommerso parziale. Le condizioni igieniche, abitative e lavorative rappresentano spesso seri fattori di rischio sanitario per i lavoratori immigrati. Nel Mezzogiorno il diritto alla salute è infatti quello in cui si registra il più alto livello di violazioni dirette e indirette, a causa di fattori quali la difficoltà di accesso all’acqua potabile e ad un’alimentazione adeguata e la sistematica inosservanza delle regole di sicurezza sul lavoro. Oltre ai frequenti infortuni, le malattie più diffuse sono quelle che interessano l’apparato respiratorio e gastrointestinale, le patologie dermatologiche (dovute all’utilizzo di sostanze quali anticrittogamici, diserbanti e fertilizzanti) e quelle psichiatriche, cui spesso le strutture del territorio non sono in grado di fornire risposte adeguate.

 

Il Progetto

Il progetto ha come obiettivo generale quello di promuovere la tutela della salute e delle condizioni di lavoro dei migranti impiegati nel settore agricolo in Italia. Obiettivo specifico è quello di migliorare la conoscenza, l’accesso e la fruizione dei diritti fondamentali dei lavoratori migranti beneficiari del progetto, in particolare del diritto alla salute, e dei diritti sul lavoro contro lo sfruttamento.
Il progetto intende intervenire in zone isolate dai centri urbani e caratterizzate da forti fenomeni di marginalizzazione, dove si realizzano simultaneamente violazioni di molteplici diritti, quali il diritto al lavoro e a una paga dignitosa, il diritto all’accesso ad un’abitazione e il diritto alla salute. “Le aree geografiche di intervento riguardano alcune regioni italiane, tra cui Campania, Calabria, Puglia e Basilicata”. In ciascuna delle zone di intervento verrà realizzata un’indagine approfondita, della durata di circa 1 mese, sulle condizioni socio-sanitarie e lavorative dei migranti, a partire dalla pratica sanitaria. Un team di MEDU composto da un medico, un mediatore e un coordinatore, servendosi di un’unità mobile attrezzata ad ambulatorio si propone di svolgere un’attività di assistenza socio-sanitaria e di fornire informazioni sul diritto alla salute e sulle modalità di accesso ai servizi socio-sanitari territoriali. Il progetto si propone inoltre di offrire supporto legale operando in stretto collegamento con avvocati e consulenti legali dell’associazione ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) e del Laboratorio di Teorie e Pratiche del Diritto (LTPD) dell’Università di Roma Tre. Nelle zone di intervento gli avvocati e i consulenti legali di ASGI e LTPD svolgeranno attività di formazione rivolte agli operatori socio-legali e alle associazioni locali sulla normativa (“Legge Rosarno”) in tema di sfruttamento lavorativo e garantiranno in modo continuativo consulenza e tutela legale.
Il progetto prevede inoltre la pubblicazione e la presentazione all’opinione pubblica e alle istituzioni di un rapporto finale che descriverà i singoli contesti, le condizioni abitative, giuridiche, di salute e di lavoro dei migranti e l’impatto della nuova normativa (la cosiddetta “Legge Rosarno”), oltre a formulare delle proposte concrete per far fronte alle criticità eventualmente riscontrate.

 

Risultati attesi:

  • I lavoratori migranti con problemi di salute sono adeguatamente assistiti e informati sulle modalità di accesso ai servizi sanitari territoriali

  • Gli operatori e i migranti vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo sono adeguatamente informati sulle possibilità di tutela offerte dalla vigente normativa

  • L’opinione pubblica, le istituzioni competenti e i policy maker rilevanti sono informati sulle condizioni sociali, sanitarie e lavorative dei lavoratori migranti beneficiari dell’intervento

 

Per un maggior approfondimento si veda anche:

REPORT
TerraINgiusta [9 aprile 2015]
Calabria [22 dicembre 2014]
Basilicata [27 novembre 2014]
Campania [20 luglio 2014]
Calabria [12 marzo 2014]
FOTO
ROSARNO [dicembre 2015]
ROSARNO [dicembre 2014]
BASILICATA [luglio-ottobre 2014]
ROSARNO [gennaio-aprile 2014]
ROSARNO [primo maggio 2013]
ROSARNO 2013 [febbraio 2013]
VIDEO
Video: “La storia di Mohammed”
Video: “Le donne della Piana”
Il video “Rosarno e la piana di Gioia Tauro”




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Beneficiari
Diretti: migranti regolari e irregolari impiegati nel settore agricolo, associazioni, operatori socio-legali, avvocati, operatori giuridici
Indiretti: società civile, migranti, istituzioni, aziende agricole.

Partners:
Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI),Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma Tre – Laboratorio di Teorie e Pratiche del Diritto (LTPD).

Budget 2014 
118.865,00 €

Finanziatori
Fondazione Charlemagne
Fondazione con il Sud
Fondazione Nando Peretti
Open Society Foundations